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IL SOGNO E' FINITO?

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Redazione CNR di Redazione CNR
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Pubblicato il 04/04/2018 | 10:00

COSA RIMANE DOPO SASSUOLO NAPOLI

Forse questa giornata di campionato sancisce in modo definitivo la"resa " del Napoli ed usiamo questo termine perché la squadra, oltre ad aver smarrito la propria filosofia di gioco,non ha mostrato il sacro furore, la cattiveria ,la determinazione che invece si son visti nel posticipo serale tra Juve e Milan che si sono affrontate a viso aperto, ognuna con la feroce determinazione di prevalere sull'altra.La matematica dice che il discorso è ancora aperto, la fede calcistica impone di crederci perché le sorprese son sempre"dietro l'angolo", ma oggi il tifoso è rimasto deluso, al di là del risultato, perché la squadra è stata irriconoscibile, con un susseguirsi di errori banali, di amnesie collettive che hanno dato modo al Sassuolo di avere più di un occasione per far gol.Sono anni che il Napoli fallisce nei momenti cruciali e contro squadre di livello nettamente inferiore e qui le responsabilità sono da imputare al tecnico, artefice di aver creato un meccanismo perfetto quando tutti i titolari sono nelle loro migliori condizioni psico-fisiche, ma proprio per questo colpevole di non avere ricambi all'altezza perché poco utilizzati e quando chiamati in causa privi del ritmo partita, di intesa con i compagni, incapaci perciò di dare una scossa, un utile contributo ad una squadra in difficoltà.Cambi anche discutibili, in quanto ci è difficile capire la scelta di un Hamsik spento per le note vicende di salute,di un Diawara che per caratteristiche è incapace di proporre una giocata importante, limitandosi solo a restituir palla a chi un attimo prima gliel'ha passata, mantenendo in panca giocatori come Rog ed Ounas che in questo tipo di partite, con la loro velocità e imprevedibilità, avrebbero potuto creare maggiori grattacapi agli emiliani.Non si vuole fare il processo al Napoli o a Sarri, sarebbe ingeneroso,al tecnico abbiamo riconosciuto il merito di aver dato un gioco, un organizzazione che tanti consensi ha suscitato, ma la sua ostinazione nel ricorrere sempre agli stessi uomini e allo stesso modulo tattico a prescindere, il poco coraggio nello schierare giocatori della panchina in luogo di un titolare stanco o fuori forma, si sta rivelando un limite.Sarri ha il grande merito di aver creato un orchestra perfetta,ma basta che stoni uno degli interpreti il risultato cambia e Sarri sembra essere incapace di trovare soluzioni alternative.A nostro parere il Napoli è una squadra incompleta e lo abbiamo detto più volte.In questo tipo di partite, a parte il fatto che non è possibile fallire così tanti gol davanti al portiere come fa da tempo Insigne, sarebbe stato utile uno di quei giocatori che avevamo suggerito in tempo di calciomercato, uno in grado di spaccare le difese avversarie, uno capace di andare veloce in contropiede, uno alla Deulofeu ma Sarri ha preferito non alterare l'equilibrio dello spogliatoio e non affrontare le problematiche dell'inserimento di un altro giocatore.Il Napoli non ha altre armi che dominare le partite, che avere il pallino del gioco per 80' sperando che prima o poi la si butti dentro, ma questo non è sempre possibile e la Juve lo ha dimostrato ancora.Allegri ha provato ieri a tener fuori Costa per dare una chance ad un altro giocatore, ma quando ha capito che doveva cambiare l'ha fatto subito non a 15' dal termine.Questo per dire che Milik, vista la sofferenza di Mertens, ieri veramente mai pericoloso, andava inserito prima, senza temere la reazione del belga.Di Jorginho abbiamo detto in precedenti articoli, oggi era anche reduce da due impegni con la nazionale e di conseguenza non ne aveva e questo è un altro errore di Sarri che si priva di giocatori più freschi che avrebbero potuto dare qualcosa in più.In questa partita si poteva anche giocare senza il regista inserendo Rog a destra e spostando Allan al centro, si sarebbe stati meno esposti ai contropiede avversari, ma sono soluzioni che non sfiorano minimamente il tecnico azzurro sempre fedele al suo modulo.Non è una bocciatura per Sarri, chi non opera non sbaglia,e poi si può sempre dire che ci ha portati dove siamo con una squadra di non-campioni, perché la verità, a differenza di quanto si dice,è che il Napoli di campioni non né ha.A volte si sentono i tifosi fare paragoni tra Insigne e Dybala affermando che l'azzurro sia più forte perché aiuta anche in copertura, ma l'essere campioni significa essere determinanti nelle poche occasioni che si hanno soprattutto creandosele con cattiveria come Dybala contro la Lazio.Gli azzurri stanno provando a realizzare un sogno che forse resterà tale per i tanti motivi già detti, e con questo vogliamo dire che si cresce tutti insieme e perciò esortiamo, al fine di programmare per tempo la prossima stagione,tutte le parti a riconoscere i propri errori e a non tirare troppo per le lunghe sulla decisione di rimanere in azzurro.SArebbe un insulto ai tifosi che consapevoli anch'essi di questi errori, continuano a seguire , ad appoggiare tecnico e giocatori per il bel campionato fin qui disputato.

Tino Borsacchi 

Amato Prudente 

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