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Guida azzurra ad Euro 2016 - parte 2

L'ANGOLO AZZURRO
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L'ANGOLO AZZURRO
Pubblicato il 12/06/2016 | 02:40

Analisi dei gruppi C e D

3 sconfitte: è questo il bilancio ingeneroso per i tre azzurri impegnati nelle prime gare degli Europei francesi. Uno stoico Chiriches è costretto ad arrendersi con la sua Romania alla meraviglia di Payet, un eccellente Hysaj soccombe contro la Svizzera a causa della sciagurata vena degli attaccanti albanesi e uno sfortunato Hamsik –dopo aver sfiorato un gran gol con slalom-  è punito con la sua Slovacchia da un Galles più cinico con Bale sugli scudi. C’è comunque ancora tempo per rimediare, la formula rivisitata che prevede il passaggio del turno agli ottavi anche per 4 migliori terze invita a non trarre considerazioni affrettate sull’esito dei gironi.

In attesa dello scontro tra Belgio e Italia che vedrà impegnati i folletti azzurri Mertens ed Insigne, ecco un’analisi dei gruppi C e D.

 

GRUPPO CGermania,  Polonia, Ucraina, Irlanda del Nord

 

Confermarsi ai vertici dopo il trionfo mondiale del 2014 in Brasile è certamente l’obiettivo della Germania di Loew, a dispetto dei problemi derivanti dagli infortuni di uomini del calibro di Gundogan, Reus e, ultimo in ordine di tempo, del romanista Rudiger. Davanti alla saracinesca Neuer, importante sarà l’apporto di Boateng ed Hummels, quest’ultimo alle prese con noie fisiche che potrebbero impedirgli di disputare la gara d’esordio contro l’Ucraina. I tedeschi dovranno fare i conti con le incognite sulla fascia destra, in seguito all’addio alla Nazionale di Lahm, cosi’ come appare un rebus lo schieramento offensivo dei campioni del Mondo, con il redivivo Mario Gomez in lizza per una maglia da titolare. La qualità sulla trequarti può far dormire sonni tranquilli al Ct con Ozil, Muller, Draxler e Schurrle pronti a supportare con le loro giocate l’ex panzer viola o il match winner della finale mondiale Goetze.

 

Il passaggio del turno pare essere obiettivo più che alla portata della Polonia, guidata dal bomber principe Lewandowski. Squadra solida, modulo base 4-4-2 con variabile 4-2-3-1, il Ct Nawalka oltre alla stella del Bayern può fare affidamento su uomini esperti come il capitano Glik e l’esterno di centrocampo Błaszczykowski con il mediano del Siviglia Krychowiak a fare da diga davanti la difesa. Da tener d’occhio Milik, attaccante classe ’94 dell’Ajax, cosi’ come ovviamente Zielinski, stellina di proprietà dell’Udinese già agli ordini di Sarri ad Empoli. In nazionale, Zielinski è spesso schierato come centrale di centrocampo accanto a Krychowiak, con compiti di costruzione, a dimostrazione di una spiccata versatilità che lo rende pezzo pregiato del mercato dal momento che il ragazzo è in grado di ricoprire anche il ruolo di trequartista e quello di mezzala, interpretato con successo ad Empoli nelle ultime due stagioni.

 

Sicuramente l’Ucraina del Ct Fomenko vorrà ben figurare in Francia, in un clima reso incandescente dagli screzi tra Yarmolenko e Stepanenko, simboli di Dinamo Kiev e Shakhtar Donetsk, squadre che costituiscono l’ossatura della nazionale. Tra i titolari, infatti, solo l’ex Dnipro Konoplyanka milita all’estero  mentre tutti gli altri giocano in patria, con Yarmolenko chiamato a recitare il ruolo del leader. Oltre i due esterni offensivi appena menzionati, da segnalare il giovane talento dello Shakhtar Kovalenko e il polivalente Garmash, centrocampista della Dinamo. Il centravanti titolare dovrebbe essere Seleznyov, tristemente noto a Napoli per aver realizzato i gol che sancirono l’eliminazione azzurra da parte del Dnipro in semifinale di Europa League nel 2015.

 

Chiude il gruppo la cenerentola Irlanda del Nord, patria di George Best, arrivata in Francia dopo aver vinto il proprio girone di qualificazione. Le velleità nordirlandesi non sono eccessive, la squadra è tecnicamente modesta e solamente un miracolo sportivo potrebbe determinare il passaggio del turno. La squadra di Micheal O’Neill è formata da molti giocatori delle serie minori inglesi, come Grigg, bomber del Wigan in League One (terza serie inglese) e punta sui gol del bizzoso Lafferty, ex Palermo, autore di reti fondamentali nel cammino che ha portato alla qualificazione.

 

 

GRUPPO D: Spagna, Croazia, Repubblica Ceca, Turchia

 

Riscattare i deludenti mondiali brasiliani e confermarsi campioni d’Europa dopo aver trionfato nelle ultime due edizioni degli Europei : è questo il compito della Spagna di Del Bosque, squadra sempre ricca di talento. Faro del gruppo è senz’altro Iniesta, 32 anni e palmàres ricchissimo, pronto a guidare la Roja al successo. Del Bosque dovrà risolvere un rebus non facile, ovvero la scelta del portiere titolare tra Casillas e De Gea, con quest’ultimo coinvolto negli ultimi giorni in uno scandalo a sfondo sessuale. La coppia di centrali Pique-Ramos dovrebbe rappresentare una certezza, cosi’ come la spinta dei terzini e le geometrie di Busquets. Silva è pronto a inventare partendo largo a destra in un 4-1-4-1 pronto a trasformarsi in 4-3-3 con Morata punta centrale e Nolito, faro del Celta Vigo, possibile arma da sfruttare sia dall’inizio che a gara in corso.

 

La Croazia arriva in Francia con l’intento di rinverdire i fasti del Mondiale del’98, chiuso con un memorabile terzo posto. La leggendaria squadra dei vari Bilic, Jarni, Prosinecki, Vlaovic, Suker sembra aver trovato degni eredi nelle generazioni successive. La squadra è usualmente schierata dal Ct Cacic con un 4-2-3-1 flessibile, con l’obiettivo del Napoli Vrsaljko pronto a giocarsi una maglia con il terzino mancino azzurro Strinic a sinistra, dato che la fascia destra dovrebbe essere di pertinenza del monumento Srna. Il talento abbonda a centrocampo e in attacco, con il sontuoso Modric a cucire il gioco, gli inserimenti di Rakitic, i tagli e i cross di Perisic  e la concretezza di Mandzukic e Kalinic. Tutti questi elementi fanno della Croazia una delle outsider del torneo.

 

La Repubblica Ceca punta molto sull’esperienza di Cech, portierone dell’Arsenal, per far fronte alle debolezze di una linea difensiva in versione colabrodo nelle ultime gare disputate. Importante la presenza di Rosicky, anche se in condizioni non ottimali, cosi’ come il lavoro a centrocampo di Darida, ex Viktoria Plzen (in gol contro gli azzurri al San Paolo nel 2013). Dockal, Krejci e Sural rappresentano buone opzioni come esterni offensivi mentre in attacco si giocheranno presumibilmente una maglia da titolare Necid e Lafata, simbolo dello Sparta Praga.

 

Raggruppamento chiuso dalla Turchia di Fatih Terim, l’ ”Imperatore” alla guida della Fiorentina nel 2000-01. Dopo un avvio complicato nel gruppo di qualificazione, la Turchia è riuscita nell’impresa di qualificarsi come migliore terza alle spalle di Repubblica Ceca e Islanda. Decisiva fu la vittoria per 3-0 contro l’Olanda nella gara casalinga del Settembre 2015, gara in cui si mise in luce il talentuoso Ozyakup, centrocampista del Besiktas. Arda Turan è sempre la stella della squadra, nonostante la stagione negativa al Barcellona, mentre lo specialista di calci piazzati Calhanoglu è sempre pronto a colpire e ad inventare col suo piede destro. In avanti Burak Yilmaz sembra in declino ma è candidato ad una maglia da titolare: serviranno anche i suoi gol per coltivare la speranza di un passaggio agli ottavi di finale.

 

 

 

 



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