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"IL SISTEMA"

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Pagellando il blog di Sergio Infante
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Pubblicato il 25/04/2016 | 11:08

Perché non solo i bambini hanno il diritto di sognare che, almeno una volta, Davide possa battere Golia.

IL SISTEMA 

Voglio esternare quelle che possono sembrare ai più le illazioni di un tifoso frustrato dalla annichilente scontatezza del nostro campionato.

Sono convinto che il “SISTEMA” Juve sia esistito prima di Moggi-Giraudo-Bettega e che, purtroppo, non sia finito con le vicissitudini giudiziarie della triade culminate con le sentenze di calciopoli poi finite in prescrizione.

Tale certezza fonda sulla puntualità con la quale si ripetono episodi atti a indirizzare l’esito delle partite e quindi del campionato sempre verso lo stesso banale ed immancabile finale.

Badate bene, quest’anno toccherà probabilmente al Napoli garantirsi la piazza d’onore ma lo scorso anno Totti, capitano e bandiera della Roma, dopo una partita persa per tre a due dalla propria compagine e che avrebbe poi portato la Roma al secondo posto, dichiarò senza mezzi termini che la Juventus dovrebbe disputare un campionato a parte a testimoniare che questo senso di impotenza contro qualcosa che va oltre il rettangolo di gioco tocca tutti e non solo il tifoso partenopeo.

Ogni squadra potrebbe portare episodi a suffragio di questa tesi: Fiorentina, Milan, Inter, Lazio, Roma hanno pagato dazio all’arroganza politica dei padroni del calcio italiano.

Su cosa fonda questo sistema:

SPONSORIZZAZIONI – Il termine “sponsorizzazione” potrebbe tranquillamente essere sostituito da “potere economico-politico”. Salta all’occhio anche del più distratto osservatore il radicale cambio dei risultati ottenuti dalla Juventus nell’ultimo quinquennio a dire dall’inizio dell’era Conte e sino all’avvento di Allegri: quattro, anzi oramai cinque, scudetti consecutivi. Ebbene questo lustro corrisponde al periodo nel quale la FIAT è main sponsor della FIGC e quindi anche dell’AIA (contratto, peraltro, rinnovato per altri quattro anni). Negli anni precedenti e con differente sponsorizzazione questi furono i piazzamenti dei bianconeri: 2007-2008 terzi, 2008-2009 secondi, 2009-2010 decimi, 2010-2011 settimi. Si tratta di un dato che suscita lecite perplessità stante l’evidente conflitto di interessi. Come si può ipotizzare un trattamento equanime al cospetto di decisioni spinose da parte dei dirigenti FIGC e soprattutto della classe arbitrale nei confronti di coloro che – materialmente - sono i datori di lavoro pagandogli buona parte degli emolumenti? Ed ecco che un difensore falloso (ed arrogante quanto e più di una fusione tra un mafioso ed un camorrista) come Bonucci può tranquillamente attentare alle caviglie dell’avversario di turno (vedasi fallo su Destro in quel di Bologna) rimanendo in diffida per ben nove giornate. Ed ecco che lo stesso fallo da rigore per gli avversari si traduce automaticamente nella giusta ammonizione, mentre Alex Sandro (Torino – Juventus), già ammonito e quindi da espellere, viene stranamente graziato benchè della sestina facesse parte, come arbitro di porta, lo stesso Irrati che la domenica successiva, per analoghe situazioni, non esiterà ad ammonire Koulibaly e Ghoulam. Ed ecco che fuorigioco evidenti vengono misconosciuti quando il gol lo subisce la diretta concorrente dei bianconeri mentre azioni regolari vengono interrotte e vanificate (vedi il recentissimo Fiorentina –Juventus) quando è a rischio la porta di Buffon.  

POTERE MEDIATICO – Colui che non si proietta oltre l’apparenza capisce ciò che si vuole capisca. Pseudogiornalisti ed opinionisti venduti al sistema avallano, arrampicandosi sugli specchi, le più indegne malefatte dell’arbitro di turno riempendosi la bocca e colmandoci le orecchie di frasi fatte, consunte dall’uso, che offendono l’intelligenza del telespettatore medio. E così fuorigioco evidenti anche ad arbitri e guardalinee orbi divengono miracolosamente di difficilissima interpretazione e vengono sdoganati dalla trasmissione o dalla testata giornalistica di turno laddove giornalisti fuori dal sistema scompaiono dai palinsesti televisivi e dal “Tiki-Taka” di turno. Benitez introdusse la frase: “Ci può stare”. Contro la Juventus, oramai, che ci stia è una regola fissa.  

DOPING – Negli anni trascorsi le improvvise esplosioni fisiche di Vialli e Del Piero suscitarono sospetti che trovarono conferma nelle incerte e balbettanti dichiarazioni degli stessi al processo per calciopoli. Più di recente Dybala, tanto talentuoso quanto emaciato allorquando giocava nel Palermo, è letteralmente esploso dal punto di visita muscolare arrivando alla Juventus. Anche l’ottima aria di Vinovo non giustifica però l’incremento muscolare di circa 7 chilogrammi in pochi mesi. A queste evidenze sommiamo i circa 40 infortuni muscolari che hanno colpito i giocatori bianconeri quest’anno, un numero di gran lunga superiore a quello della altre squadre di seria A. Ed allora al disincantato osservatore viene da pensare che tanti stiramenti, distrazioni, strappi, altro non siano che la conseguenza di un innaturale sovraccarico dell’apparato muscolo-scheletrico. Tali sospetti vengono ulteriormente alimentati allorquando, come verificatosi di recente, il medico della nazionale svedese dichiara che Ibra ed Ekdal arrivarono dopati in nazionale durante la loro milizia bianconera.

 

In altre parole: Il lupo perde il pelo ma non il vizio !


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