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INTER NAPOLI 0-0

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UnfoldingRoma il blog di Calvano Giuseppe
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Pubblicato il 11/03/2018 | 23:42

PAREGGIO A RETI BIANCHE CON L'INTER CHE COSTA LA TESTA DELLA CLASSIFICA AL NAPOLI

Zero a zero a San Siro e il Napoli lascia sull’asse Roma-Milano (Inter) il sogno scudetto. La speranza c’è ancora (un piccolo lume contro il bagliore bianconero), la matematica non dà ancora sentenze, ma nel cuore di tutti i napoletani la tristezza e la consapevolezza dello strapotere juventino oramai è acclamata. Sorpasso, grazie alla vittoria sull’Udinese, e una partita da recuperare con l’Atalanta possono addirittura portare la Juventus a più quattro sul Napoli, dopo una vita in testa alla classifica della squadra di Sarri. Spalletti aveva già all’andata imbrigliato Sarri, zero a zero in tutte e due le partite tra andata e ritorno, ha lasciato giocare il Napoli ma senza farlo avvicinare più di tanto all’area dell’Inter. Qualche occasione per Insigne e company c’è anche stata, ma la concretezza non era di casa stasera a San Siro, due tentativi di pallonetto che Handanovic non ha preso nemmeno in considerazione. Nessun tiro in porta per Icardi, pochi per l’attacco atomico del Napoli, scialbo zero a zero tutto meritato e che genera specialmente nel Napoli depressione da vittima sacrificale. Toccherà a Sarri invertire la tendenza, cercare, sperando in un passo falso della Juve e dello scontro diretto, di tenere alto il morale provarci come dicono a Torino fino alla fine, non piangendo, né lamentandosi, ma vincendo sempre come si è fatto fino a sette giorni fa prima della partita con la Roma.  

I titolarissimi tutti in campo, da Insigne a Mertens fino a Reina come sempre, con Milik pronto a subentrare come dodicesimo titolare. L’Inter ritrova Icardi con alle sue spalle Candreva e Rafinha. Il Napoli fa la partita e l’Inter prova a ripartire ma tenendo sempre le linee ben strette, primo non prenderle poi si vedrà. Non sembra seconda contro quinta, ma per l’Inter non è un buon momento e il pareggio alla fine fa molto morale per la squadra di Spalletti. Le occasioni per passare in vantaggio per il Napoli sono solo due anche se il pallino del gioco è stato sempre nei piedi della squadra di Sarri, Insigne grazie a un uno due con Mertens solo davanti a Handanovic prova un pallonetto che si spegne sulla rete sopra la traversa e un tiro di Mertens di poco a lato. Dall’altra parte un palo clamoroso di Skriniar a inizio secondo tempo che di testa su assist su punizione di Cancelo prende il legno della porta di Reina.

Una partita molta tattica, Spalletti chiude tutti i varchi e Sarri non ha i tre tenori ispirati e anche il centrocampo fa molta fatica, forse il momento di appannamento per Allan Jorginho Hamsik rispecchia il momento di poca forma del Napoli. Insigne a fine partita resta ottimista, buon segno se davvero si vorrà lottare fino alla fine per quel sogno cullato fin da inizio campionato chiamato scudetto. Le certezze sono ancora in difesa, Koulibaly mostruoso, Mario Rui continua a crescere e Hysaj e Albiol fanno il loro. Callejon sembra in ombra ma è anche vero che è servito meno del solito e quelle volte che la palla arriva a destra arriva sporca. Mertens in ombra, manca quella brillantezza e quella spensieratezza che fino a pochi giorni fa gli permetteva gol spettacolari e quasi inaspettati, come se il peso dello scudetto gli abbia messo troppe responsabilità addosso. Per Insigne il discorso è diverso, è in un momento no, non di forma ma di periodo, tira in porta più di tutti ma gli manca l’acuto, il momento giusto al momento giusto.

Niente è perso, è vero, manca ancora tanto tempo ma una cosa è sicura, da ora in poi non si può più sbagliare e non dipenderà più solo dal Napoli, in vetta c’è la Juve, quella che non perde mai, ma con una distrazione chiamata Champions. Bisogna provarci, non mollare tutto come l’anno scorso dopo lo scontro diretto, è un Napoli diverso, cresciuto e consapevole di poter lottare fino alla fine.

Giuseppe Calvano

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