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L'ESTATE STA FINENDO

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Pagellando il blog di Sergio Infante
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Pubblicato il 11/09/2016 | 12:55

L'ESTATE DEL GRANDE TRADIMENTO E' STORIA. PROIETTIAMOCI SUL CAMPIONATO DIMENTICANDO CHI NON MERITA IL NOSTRO TEMPO E SPAZIO NELLA NOSTRA MEMORIA

L’ESTATE STA FINENDO

L’estate sta finendo, cantavano i Righeira. L’estate che per il tifoso è una stagione di lunghe attese da trascorrere tra notizie difantamercato ed il meritato riposo sul bagnasciuga. Quest’anno, però, il fisiologico intervallo è sembrato più breve stante il succedersi di due eventi di portata internazionale: l’europeo di calcio e l’olimpiade.

Un europeo tra i più mediocri degli ultimi trent’anni, vinto da un mediocre Portogallo e durante il quale una mediocre Italia (probabilmente tra le più ordinarie della nostra storia) è riuscita a strappare qualche consenso. Triste consolazione. Noi, abituati a Totti e Del Piero, costretti a sperare in una giocata di Pellè ed Eder. Non credo sia necessario aggiungere altro.

Le olimpiadi che ci fanno riscoprire, ogni quattro anni, lo sport vero, quello fatto di sudore quotidiano non ripagato da compensi faraonici e capace di regalarci le emozioni più profonde. Si, perché nel mio personalissimo album dei ricordi, dopo le istantanee del Napoli marcato Diego, si succedono le immagini degli ultimi duecento metri del regale incidere dei fratelli Abagnale e di Peppiniello di Capua con la colonna sonora di un Giampiero Galeazzi alla soglia di un infarto del miocardio nonché quelle della finale olimpica di Pietro Mennea – la freccia del sud – e del suo miracoloso recupero sul rettilineo finale. Quel recupero che tanti di noi hanno accompagnato con grida di speranza e con un incosciente avvicinamento dal divano al televisore quasi a spingere quell’atleta impagabile.   

E’ stata anche l’estate del grande tradimento ! Noi convinti che ogni argentino portasse nel DNA un legame inscindibile con il cuore della città di Napoli tale da rendere inimmaginabile il passaggio agli odiati rivali storici. Ebbene Gonzalo, da perdente, ha scelto la strada più breve per la vittoria. Dopo aver cantato sotto la curva, ha venduto l’anima, non al miglior bensì al peggior offerente; a dire a quella società che gli garantirà la vittoria facile, a prescindere dai mezzi utilizzati. Una ferita difficile da rimarginare, non per la partenza del calciatore il cui prezzo ha garantito una buona campagna acquisti, ma per le modalità con le quali detta partenza si è verificata. Gonzalo vincerà sicuramente qualcosa a Torino ma rimarrà un mediocre ed un perdente nello spirito. Un falso che non meritava l’empatico coinvolgimento di tutto un popolo al gol che gli ha regalato un posto nella storia del calcio italiano. Caro Gonzalo, quella sera i tifosi del Napoli ingoiavano il rospo dell’ennesimo secondo posto eppure urlavano, ridevano, piangevano perché erano tutt’uno con quello che credevano essere una loro bandiera. Pover’uomo, nello spazio di un estate ti sei regalato un posto nella galleria degli orrori del calcio Napoli. Il tuo nome verrà ricordato non per il record ma per l’indecenza delle modalità del tuo tradimento.

E siccome il mediocre appartiene già ad un passato scolorito e non merita più il mio tempo e l’autunno è alle porte ritorniamo alle sane abitudini limitandoci ai titolari:

REINA S.V.: quelli bravi scriverebbero spettatore non pagante. Concetto trito e ritrito ma cos’altro potrebbe scriversi di un portiere che viene chiamato in causa con un tiro che non merita tale appellativo nel primo tempo e costretto a sporcarsi i pantaloncini a dieci minuti dalla fine, sul tre a zero, su di un cross maligno ?

MAGGIO 6: abnegazione e tanta corsa. Vista la pochezza del Palermo in fase offensiva – grazie anche llo splendido pressing alto del Napoli – si inserisce con tempestività più volte sulla fascia. Purtroppo mi riporta alla mente i fantasmi del passato non appena giunge al cross e, in particolare, due volte nel primo tempo allorquando mi fa tirare fuori il vocabolario da scaricatore di porto della peggiori occasioni.

ALBIOL 7: domina in fase aerea ma spreca malamente nel primo tempo una grandissima occasione da gol; ma Raul è un difensore e quello lo sa fare veramente bene.

KOULIBALI 6.5: scherza con gli attaccanti del Palermo forte del suo strapotere fisico. Quasi irridente quando recupera Embalo dopo aver sbagliato un disimpegno.

GHOULAM 6.5: a costo di essere ripetitivo dico che se difendesse per come attacca altro che Roberto Carlos. Dal suo piede il maligno cross arretrato grazie al quale Marek sblocca il risultato.

ZIELINSKI 7: è completo, interdice e si propone con una velocità di inserimento fuori dal comune. I titolari sono avvisati.

JORGINHO 6.5: il metronomo è tornato e si vede. Tutte le palle passano per i suoi sapienti piedi e prova anche qualche verticalizzazione a lunga gittata.

HAMSIK 8: voto eccessivo ? No affettivo e di stima. Primo perché lui sotto la curva potrà sempre cantarci, secondo perché il capitano sblocca a coronamento di un’ottima partita.

INSIGNE 6: rimanesse concentrato e pensasse a giocare anziché a chiedere ingaggi non consoni alle sue prestazioni. Ieri ha regalato ottimi momenti tra i quali spicca l’assist per il primo gol di Callejon.

CALLEJON 8: il traditore è a tre gol, lui è a quattro e tanto mi basta. Insostituibile. Difende ed offende macinando chilometri come uno di quei diesel indistruttibili concedendosi però anche giocate delicate ed eleganti.

MILIK 6: il ragazzo si farà anche se ha le spalla strette diceva la canzone. Milik è un ragazzone dalla spalle larghe e sta studiando per crescere in Italia. Tempo al tempo.

SARRI 8: chiedo scusa ma cito: è lui il vero fuoriclasse di questa squadra.


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