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UDINESE NAPOLI 0-1

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UnfoldingRoma
Pubblicato il 26/11/2017 | 23:03

INTER STAI CALMA, IL PRIMO POSTO E’ DEL NAPOLI! BASTA UN RIGORE ( SBAGLIATO MA GOL SU RESPINTA) PER TORNARE IN TESTA ALLA CLASSIFICA.

Poca brillantezza ma tanta concretezza, e consapevolezza di poter difendere anche un 1 a  0 striminzito per tornare in testa alla classifica e avere quattro giorni per preparare con calma l’arrivo a Napoli della Juventus per il super match di venerdì prossimo.  

La partita di Udine poteva rappresentare un problema per Sarri che dopo la Champions il Napoli ha sempre faticato, e in più a Udine è arrivato Oddo a sostituire un Del Neri esonerato settimana scorsa. L’arrivo di un nuovo allenatore da sempre motivazioni doppie ai calciatori, per mettersi in mostra, per avere un posto da titolare laddove il tecnico precedente non era convinto o per confermare che le colpe erano solo dell’esonerato. Sarri schiera ancora Maggio per sostituire Ghoulam e concede a Albiol un turno di riposo sostituito da Chiriches, resto tutto invariato con Koulibaly, Hysaj, Allan, Jorginho, il capitano Hamsik, Callejon Mertens e Insigne. Oddo con Fofana dietro Perica con una difesa a 5.

L’Udinese fin dall’inizio partita cerca di imbrigliare il Napoli, di far ragionare poco i ragazzi di Sarri, di far mancare rifornimenti all’attacco atomico della squadra partenopea. Al 20° ammonizione per Danilo per un’entrata dura su Mertens. Ci prova l’Udinese, con un colpo di testa di De Paul  finito fuori di poco e ancora De Paul provoca l’ammonizione di Jorginho che trattiene ripetutamente lo stesso argentino. Pochi minuti e c’è l’azione clou che deciderà poi la partita, al 31° Maggio entra in aerea e Angella in scivolata tocca il terzino del Napoli che cade trascinando giù anche Allan. Rigore non visibile al 100%, il var sembra non intervenire oppure interviene dando il tacito silenzio assenso. Sul dischetto va Jorginho, Scuffet intuisce e respinge ma l’italo brasiliano è pronto per il ta-pin vincente. 1 a 0 per il Napoli e strada in discesa verso il successo che riporterebbe il Napoli in testa al campionato. Il primo tempo termina con l’Udinese a caccia del pallone nascosto con cura dalla squadra di Sarri mettendo in mostra il solito palleggio perfetto mancando però di spunto per andare a cercare il secondo gol. Poca brillantezza del Napoli, ma buona gestione della partita.

Secondo tempo e Oddo prova a giocare la carta Lasagna al posto di Perica. Ma il copione non cambia, l’Udinese davanti è poca cosa, il Napoli gestisce possesso e giro palla e non prova nemmeno a forzare più di tanto, la posta in palio è tanta e non è il caso di rischiare ripartenze. Soliti cambi di Sarri, dentro Rog e Zielinski per Hamsik e Jorginho e una grande occasione per Callejon ma Scuffet si fa trovar pronto. Niente occasioni per l’Udinese, Sarri non sembra nemmeno tanto arrabbiato e il Napoli si prende i 3 punti. Dicevamo della poca brillantezza ma della tanta consapevolezza di fare il minimo sforzo per ottenere il massimo risultato sapendo di non essere al top della forma fisica. Questo è il Napoli di queste ultime settimane, ma venerdì bisogna arrivare al meglio per la sfida con la Juventus. La Juve stritola come da copione il Crotone e si mantiene a 4 punti dal Napoli primo, la Roma rallenta come la Lazio. Sembra una sfida a tre tra Napoli Inter e Juventus ma aspettiamo gennaio per le eventuali conferme. Ora c’è venerdì, una serata dove serve tutto, testa cuore forma fisica e “Var” in forma, viste le mille polemiche di questo turno di campionato.  L’ostacolo Juventus sarà duro, sembrerà insormontabile ma il Napoli di quest’anno può e deve fare quello che è nelle proprie corde. Non deve esistere “ci potrebbe stare bene il pareggio”, non ci si deve accontentare, non si potrà gestire con i Higuain, i Dybala, i Buffon. Sarri si è lamentato del campo quest’oggi a Udine. Sarri non deve dare alibi ma solo certezze, solo input positivi, non ci saranno, speriamo, problemi di formazione (tranne Milik e Ghoulam) e quindi puntare alla posta più alta deve essere l’unico obbiettivo. Umili si ma consapevoli che stare in cima alla classifica non è frutto del caso, che da febbraio in poi nessuno gioca come la squadra di Sarri. Ora servono i trofei, i complimenti non bastano più.


Giuseppe Calvano

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